Le successive civiltà: gli Etruschi prima ed i Romani poi contribuiscono alla costituzione delle prime comunità organizzate, probabilmente per la posizione geografica di questi luoghi, facilmente raggiungibili e per la vegetazione rigogliosa che offre pascoli abbondanti alle greggi.
Solo più tardi però questo fenomeno interessò l'Italia e quindi il Valdarno; i motivi sono da imputare alla instabilità politica del paese e sopratutto alla concezione feudale di controllo del territorio, che i potentati dell'epoca (feudatari-valvassori etc.), per ovvi motivi esercitavano. L'eccessiva frammentazione del territorio valdarnese e quindi dei loro "governi" (sulla riva chiantigiana dell'Arno, in direzione Firenze abbiamo: i Tarlati e gli Ubertini che dalla piana di Arezzo dominano fino alla Vald'Ambra, i Guidi a Montevarchi, i Pazzi a S.Giovanni; dal lato del Pratomagno: i Tarlati e gli Ubertini............), rende debole la sua capacità difensiva e quindi espone la popolazione a facili rappresaglie da parte di chi è militarmente più dotato.
Solo dopo la vittoria, ottenuta nella battaglia di Campaldino l'11 giugno 1289, Firenze decide di attuare fattivamente, il controllo della vallata, attuando il progetto delle terre murate. Il progetto consiste nella edificazione di tre nuovi presidi militari nell'abitato di Castel S.Giovanni(S.Giovanni v.no), Castelfranco e successivamente Castel S.Maria (l'odierna Terranuova B.ni) con il duplice compito di ridurre il pericolo di attacchi da parte di Arezzo e Siena e di indebolire i potenti signori del luogo. Per raggiungere quest'ultimo obiettivo, la Repubblica fiorentina, attirò le genti del contado all'interno dei presidi esonerandoli dal pagamento dei tributi e contemporaneamente, con un editto del 26/11/1299, impedì ai nobili la residenza all'interno delle terre murate; popolò quindi i nuovi abitati e conseguentemente ridusse il numero di contadini i cui tributi rappresentavano la ricchezza dei nobili.
Fu questa una scelta poco accorta, infatti così sguarnite esse furono un blando ostacolo all'avanzata dell'imperatore Arrigo VII che dopo aver ricevuto la corona imperiale dal papato, nel 1312' mosse da Arezzo per punire la ribelle Firenze che si rifiutava di riconoscere la sua incoronazione.
Verso la metà del XV secolo, a seguito della sottomissione di Arezzo alla Repubblica, pressato dalle richieste degli abitanti che vedevano nel completamento delle mura un elemento di maggiore sicurezza, spinto anche dalla paura di un nuovo attacco di Arrigo VII, il governo fiorentino ultima la cinta muraria.
Il pericolo adesso è rappresentato dai Visconti milanesi che continuano ad attaccare i centri del Valdarno e dalle truppe papali di Sisto IV che, infatti, nel 1478 conquistano S.Giovanni e Montevarchi.
L'ultima guerra il Valdarno la subisce in occasione della restaurazione dei Medici a Firenze ad opera dell'imperatore Carlo V e del pontefice Clemente VII nel 1530 dalle truppe del soldato di ventura Malatesta Baglioni; questo mercenario, inizialmente assoldato dalla Repubblica fiorentina, passò al nemico decretando così la sconfitta fiorentina. Di ritorno da Firenze per recarsi nella sua città Perugia, passando dal Valdarno, per ordine di Carlo V attaccò e saccheggiò Montevarchi.
La "pax medicea" che seguì la restaurazione, assicurò, in tutto il Granducato e quindi anche nel Valdarno,un lungo periodo di pace.
Solo sul finire del XVIII secolo, sotto il governo dei Lorena, inizia la rinascita di questi luoghi: si registra un aumento demografico; viene concessa più autonomia alle amministrazioni locali; si promuovono una serie di interventi per frenare le esondazioni dell'Arno realizzando in questo modo una maggiore area per i coltivi; nascono le prime realtà produttive; comincia insomma un periodo di floridità per queste combattute terre, prima dell'arrivo della II° guerra mondiale che causò un grande numero di vittime causate dalle stragi naziste del luglio 1944.
Oggi Il Valdarno è una terra ricca di storia e cultura, prevalentemente industrializzata, in cui non esiste la disoccupazione. Un luogo ideale per una vacanza di relax nella campagna Toscana a due passi dalle grandi città d'arte.

