VILLA BARBERINO
Charme In Tuscany

Lo staff di Villa Barberino ti aspetta per un soggiorno all'insegna della cultura e dell'eleganza toscana.

 
 
IL VALDARNO
Il viaggio nelle "Terre Nuove"
 
 

Prima Tappa:

Palazzo d'Arnolfo a San Giovanni Valdarno.

L’edificio a pianta rettangolare al piano terreno è circondato da un ampio porticato. Al primo piano si aprono due logge caratterizzate da sottili colonnette in stile rinascimentale. La torre dell’orologio, slanciata ed elegante, risale alla metà del XV secolo.
Entrando in Palazzo d’Arnolfo sulla sinistra è possibile ammirare il Marzocco originale: una scultura raffigurante il leone che regge lo scudo con il giglio, simbolo di Firenze. Dal XV al XVIII secolo il palazzo si è arricchito con i numerosi stemmi dei vicari che qui si sono alternati. Il vicariato di San Giovanni, uno dei tre del contado fiorentino, estendeva la sua giurisdizione su tutto il territorio del Valdarno Superiore. Come era tradizione i vicari abbellivano la loro residenza con gli stemmi delle famiglie di appartenenza, gesto che aveva una funzione prettamente celebrativa. Attualmente restano circa 250 stemmi, i più numerosi sono quelli quattrocenteschi, a forma di mandorla di stile neogotico, se ne trovano anche triangolari ed ovali, ma anche scudi a testa di cavallo ed a bucranio (testa di bue). Lo stemma più antico risale al 1410, il più recente del 1769.

 

Seconda Tappa:

Castelfranco di Sopra.

Era uno dei punti cardine della struttura difensiva del borgo. Ancora oggi accoglie, maestosa, i visitatori che arrivano a Castelfranco di Sopra.
Porta Campana era una delle quattro porte d’accesso al centro fortificato. Restaurata agli inizi del secolo, è chiamata anche Porta Fiorentina in quanto rivolta verso Firenze. La torre si presenta chiusa all’esterno ma aperta sul lato che si affaccia verso il paese con tre grandi archi, uno per ogni piano. Adiacente si può ammirare anche un tratto delle vecchie mura con tanto di camminamento per la ronda di guardia. L’anno della costruzione è scolpito sulla destra dell’ingresso esterno: MDCCC.

 

Terza Tappa:

Chiesa di San Biagio ai Mori.

Due iscrizioni sull’architrave della porta sono datate rispettivamente 1382 e 1617. All’interno, ad una sola navata con soffitto voltato e cupoletta sull’altar maggiore, sono conservati bellissimi affreschi trecenteschi; quelli sulla parete destra raffigurano nell’ordine: S. Antonio Abate, S. Michele Arcangelo con la bilancia che pesa le anime, S. Pietro seduto su un prezioso trono alla cosmatesca ed infine S. Lucia. In basso è riportato il nome del committente e l’anno di esecuzione: 1385. Sulla parete opposta lo stesso committente fece eseguire, nel 1388, forse dallo stesso artista di scuola fiorentina, una Vergine col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Biagio, un S. Bartolomeo ed in fine di nuovo S. Lucia. Sui lati brevi riconosciamo S. Anna e S. Caterina d’Alessandria con la ruota, riferiti al 1400-1500.