VILLA BARBERINO
Charme In Tuscany

Lo staff di Villa Barberino ti aspetta per un soggiorno all'insegna della cultura e dell'eleganza toscana.

 
 
IL VALDARNO
La vallata fra "arte e fede"
 
 

Prima tappa:

Chiesa di Santa Maria del Giglio, Montevarchi.

La chiesa di S. Maria al Giglio fu eretta a più riprese sul finire del XVI secolo con le offerte dei devoti, per ospitare l’immagine di una Madonna in trono che allatta il Bambino, prima ubicata in un tabernacolo nei pressi del ponte sul fiume. La tradizione vuole che nel 1585, in occasione della festa di S. Giovanni Decollato, la Madonna sia apparsa a più persone che si trovavano nella zona. Conosciuta come “Madonna del ponte”, l’immagine fu identificata con il nome “del Giglio” a seguito di una leggenda secondo la quale fra i fiori offerti in segno di devozione vi sarebbe stato un giglio che non si appassiva. All’interno, sull’altare maggiore, è ancora oggi ospitato il dipinto oggetto di devozione. L’affresco,realizzato presumibilmente tra il XV ed il XVI secolo da autore sconosciuto, occupava solo parzialmente lo spazio all’interno della cornice. Nel 1933 il pittore Giovanni Bassan fu incaricato di completare l’opera che assunse così l’aspetto attuale: con i drappeggi, gli angeli, il pavimento sotto al trono ed i due Santi Giovanni Battista e Pietro che si intravedono ai margini del dipinto. A sinistra e destra del coro si aprono rispettivamente la cappella del Crocifisso e la Cappella di Sant’Anna. La prima ospita un olio su tela di grandi dimensioni, opera seicentesca raffigurante il Crocefisso fra i santi Girolamo, Giuliano, Francesco d’Assisi e Leonardo eremita. Nella cappella di Sant’Anna una bella tela rappresenta, in puro stile seicentesco, la Nascita di Maria.

 

Seconda Tappa:

Chiesa di San Lorenzo, San Giovanni Valdarno.

Già prima della fondazione del castello sorgeva qui una piccola chiesa, sempre dedicata allo stesso santo, che fu inglobata e divenne la navata laterale destra del nuovo edificio. All’esterno si trova un’edicola in pietra, risalente al 1943, contenente un dipinto commemorativo di Masaccio. L’opera è stata realizzata nel 2001 da Alessandro Tomà in occasione delle celebrazioni per il seicentenario della nascita del pittore di San Giovanni Valdarno.
All’interno, dietro all’altare, si trova un polittico di Giovanni del Biondo raffigurante l’Incoronazione della Vergine (1374). La chiesa, in origine riccamente affrescata, conserva oggi solo una parte di queste opere, per lo più attribuite al fratello di Masaccio: Lo Scheggia, ovvero Giovanni Cassai. Tra questi affreschi ricordiamo un S. Antonio Abate con storie della sua vita ed un martirio di S. Sebastiano, firmato e datato 1457. In una nicchia della controfacciata è conservato un cadavere detto “uomo murato”, poiché fu ritrovato murato in un pilastro dell’edificio nel 1780, durante l’esecuzione di alcuni lavori. La mummia appartiene ad un uomo, di età apparente tra i 25 ed i 30 anni, ucciso per impiccagione (si intravedono ancora i segni lasciati dalla corda), ma non si hanno altre notizie certe.

 

Terza tappa:

Basilica di Santa Maria delle Grazie, San Giovanni Valdarno.

Sulla parete esterna della torre di Porta S. Lorenzo c’era un’immagine della Vergine. In conseguenza al miracolo di “Monna Tancia”, che aveva pregato la trecentesca immagine, nel 1482 fu costruito intorno ad essa un tabernacolo e due anni più tardi, nel 1484, si decise di costruire un oratorio. Il campanile poggia sulla trecentesca torre di porta S. Lorenzo. Attualmente la chiesa, che divenne basilica nel 1929 e santuario mariano nel 1986, deve il suo aspetto a numerosi interventi di edificazione o di restauro, come quelli effettuati per rimediare ai danni provocati dai bombardamenti della II Guerra Mondiale.
Varcando il portico al pian terreno, sotto l’atrio voltato a crociera, c’è una porta tramite la quale si accede alla cappella del miracolo e sopra questa è collocata una bella Assunzione in terracotta policroma invetriata, datata 1513, opera di Giovanni della Robbia (1469-1529).
La chiesa che è al primo piano, all’altezza appunto del dipinto della Vergine, si raggiunge grazie a due rampe di scale dotate di balaustra cinquecentesca. Il soffitto è composto da tante cupole affrescate, tra il 1699 e il 1704, da Giuseppe Nasini e Vincenzo Ferrati. L’altar maggiore è posteriore al 1596 quando un incendio distrusse il precedente, ed è stato realizzato su progetto di Bernardo Buontalenti (1536-1608). Dietro l’altare la famosa immagine miracolosa della Vergine con il Bambino. Due figure affrescate negli spazi stretti e lunghi ai lati dell’altare raffigurano, a destra S. Lorenzo ed a sinistra S. Giovanni Battista. Ancora a sinistra del Battista, oltre la lesena, vi è l’affresco narrante le vicende di Monna Tancia e del piccolo Lorenzo, realizzato nel 1510 da Luberto o Uberto da Montevarchi, detto anche “Il Montevarchi, che secondo Vasari fu allievo del Perugino.