VILLA BARBERINO
Charme In Tuscany

Lo staff di Villa Barberino ti aspetta per un soggiorno all'insegna della cultura e dell'eleganza toscana.

 
 
IL VALDARNO
Percorsi nel paesaggio
 
 

Prima Tappa:

Oasi naturale di Bandella, Terranuova Bracciolini

Lungo il tratto valdarnese dell’Arno sono state create due aree protette:
“Valle dell’Inferno e Bandella” e “Ponte a Buriano e la Penna”. Si tratta di due zone palustri formatesi ai bordi dei laghi originati dalle dighe costruite sul finire degli anni ‘50 per la produzione di energia elettrica. Queste aree si sono poi popolate della flora e della fauna tipiche delle zone umide. L’abbondante presenza di anfibi, pesci ed invertebrati ha attirato nuove specie di uccelli. Alcuni di questi hanno scelto l’area per la loro riproduzione. E’ il caso del nibbio bruno, del martin pescatore, della tottavilla e dell’averla piccola. Altre come il cormorano, la gazzetta, la nitticora e l’airone rosso la utilizzano solo per le loro soste. Praticamente “habitué” è l’airone cinerino. I laghi non hanno però cancellato le specie vegetali ed animali che caratterizzavano la valle. Così, risalite di pochi metri le sponde, nei boschi misti a prevalenza di querce, non è difficile incontrare il timido capriolo, la lepre ed il fagiano o rinvenire gli aculei dell’istrice. Nella riserva una insolita presenza è rappresentata dalla salamandrina dagli occhiali, particolarmente gradita in quanto indice di acque pure.

 

Seconda Tappa:

Le "Balze", Castelfranco di Sopra.

A poca distanza dell’abitato di Castelfranco, sulla Setteponti in direzione di Certignano, si trova il sentiero detto “dell’acqua zolfina” che, attraversando una zona molto bella caratterizzata dalle tipiche balze valdarnesi, arriva fino a valle in località Botriolo. Inutile dire che il nome “acqua zolfina” deriva dalla presenza in loco di sorgenti di acqua solfurea.
La conformazione di queste colline,comunemente chiamte “balze”, erose dalle intemperie e dalla forze delle acque non può fare a meno di colpire la fantasia dei viaggiatori, così come nei secoli scorsi ha influenzato poeti, letterati e grandi artisti.

 

Terza Tappa:

Il Pinetum di Moncioni.

A poca distanza dall’abitato sorge uno degli arboreti italiani più antichi: il Pinetum di Moncioni. Istituito intorno al 1850 dall’avvocato Giuseppe Gaeta, botanico dilettante ma pieno di passione, il parco arrivò ad ospitare fino a 169 specie di piante diverse, soprattutto conifere, da qui il nome di Pinetum.
Nel Pinetum crescono vere e proprie rarità come la “Pseudotsuga menziensii” conosciuta anche come “Pinacea Pseudotsuga”, splendido ed imponente simbolo arboreo del parco. Questa alta conifera del Nord America fu piantata a Moncioni nel 1858 ed è il primo esemplare introdotto in Italia.

Quarta tappa:

Roseto Botanico "Carla Fineschi"; Cavriglia.

Questo singolare giardino botanico si trova in località Casalone lungo la strada di S. Lucia che da Cavriglia scende fino a San Giovanni V.no. Si tratta di uno dei più grandi roseti del mondo, vincolato come bene artistico, dove sono raccolte oltre ottomila varietà di rose: piccole e grandi, profumatissime o rampicanti. A questo “concerto” di profumi e colori si accede in due periodi dell’anno, dal 20 maggio al 30 giugno e dal 10 settembre al 30 ottobre. Per il resto dell’anno rimane chiuso per lo svolgimento delle necessarie opere di manutenzione del patrimonio botanico. L’ingresso è gratuito, anche se è gradita un’offerta.

 

Quinta Tappa:

Parco di Cavriglia.

Il parco, situato in località Cafaggiolo, ospita numerose specie animali autoctone e non, inoltre è dotato di strutture ricettive sia per i visitatori che per coloro che vogliono passare una vacanza a contatto con la natura. In origine era nato come luogo per accogliere specie animali provenienti dai luoghi più disparati ma negli ultimi anni il parco si è trasformato in un centro di salvaguardia di alcune specie tipiche della Toscana rurale del XIX sec. ed oggi quasi in via di estinzione. Gli animali da cortile, la cinta senese, il somarello ed altri animali tipici di un’economia agraria oggi scomparsa trovano spazio in questo centro che con il tempo ha acquisito un ruolo didattico che si integra con una chiara vocazione turistica.